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Storia Chiesa San Giacomo

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Scritto da enrico

Nella relazione fatta dal Vescovo di Lodi il 15 settembre 1538 dopo la sua visita pastorale alla chiesa parrocchiale viene detto: "Malamente costruita ed indecente in modo da rassomigliare piuttosto ad una stalla che ad una chiesa e per di più minaccia rovina", ordinando la costruzione di un nuovo edificio più solido e confacente alla sua funzione.

La nuova chiesa edificata subì la distruzione da parte delle soldataglie francesi nel 1630 e si dovette procedere alla ricostruzione di un nuovo edificio su disegno del Planceri. Eretta velocemte e con materiale scadente a causa delle difficoltà economiche del tempo venne demolita nel 1740 sotto la minaccia di imminente crollo. La nuova costruzione, l'attuale chiesa Parrocchiale, fu progettata ed eretta dall'architetto G.Pronotto, allievo del Juvarra. Alla fine del 1743 a termine lavori veniva inaugurata.

DSCF0001È disposta a pianta croce greca con ampio presbiterio ed apside semicircolare. Dispone di tre altari: al centro l'altare maggiore di pregevole fattura, sormontato da un grande crocifisso e due altari laterali di cui uno dedicato al Sacro Cuore e l'altro all'Immacolata Concezione. Gli stucchi eseguiti da un certo Solaro sono del 1749 ma l'attuale decorazione rivista nel 1931 è dell'architetto Pietro Betta. Le pitture sono opera di Oliviero Fonti. Alla destra dell'alter maggiore troviamo il pulpito in legno con pregevoli sculture (1730). In fondo sulla sinistra si trova il Battistero e sulla destra l'altare della Consolata, dove fino al 1931 era sistemata la scala di accesso all'organo. L'organo fu tolto definitivamente su indicazione del Betta che lo riteneva antiestetico con l'architettura della chiesa. La facciata in mattoni a vista è in barocco piemontese ed il campanile misura 24 metri di altezza. Una antica lapide funeraria romana è sistemata nell'atrio d'ingresso alla casa Parrocchiale. Fino a poco tempo fa era incastrata nel muro esterno della canonica verso il giardino parrocchiale ed era stata rinvenuta nel 1945. Sulla lapide è incisa l'iscrizione latina:"Tertullae Matri" seguita da tre monogrammi F.T.I., che probabilmente vogliono dire: "Testamento fieri iussit", ossia: "lascio per testamento". La scritta è incorniciata da due figure di animali che sembrano leoni e da due alberi, forse cipressi.

 

 

 

 

Esterni e interni

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