Storia della Chiesa di Gesù maestro

Gli inizi e il primo parroco: Don Giuseppe Allanda

La storia della parrocchia “Gesù Maestro” di Fornaci è strettamente collegata con quella del quartiere, cresciuto dagli anni 1950 in poi. Prima di quella data esistevano nel nostro territorio quasi esclusivamente le “fornaci” per la preparazione dei mattoni, fornaci da cui il quartiere prende il nome, poche case adibite ad abitazione degli operai delle fornaci soprattutto lungo via Montello (la prima strada interna) e via Torino e alcune cascine: cascina Bottone, cascina Bellezia, cascina Manta.

La comunità parrocchiale cresce con i nuovi abitanti, giunti inizialmente dal Veneto e dalla Toscana per lavorare nelle fornaci e poi con gli operai venuti per lavorare nella Fiat e nelle fabbriche dell’indotto che progressivamente sorgevano sul territorio.
La prima cappella utilizzata per le funzioni si trovava dove attualmente sorge il caseggiato di Via Donizetti n° 2; poteva contenere una ventina di persone e il sacerdote, che bisognava pagare (ricordano i testimoni), veniva da Torino per celebrare la messa. La cappella sarà demolita quando si inizierà la costruzione dei palazzi sempre di via Donizetti.
Il primo sacerdote residente fu don Giuseppe Allanda che, dopo aver operato nel Seminario e presso la parrocchia di Leumann, si era preso cura delle famiglie del nostro quartiere in qualità di direttore della casa della Fondazione Gesù Maestro (nata come opera di assistenza ai minori per iniziativa del sacerdote don Viotti Giuseppe) e di cappellano. Don Giuseppe aveva subito fatto ricavare una chiesa-cappella al piano terra della casa già adibita ad abitazione degli operai di una delle fabbriche di mattoni (la Fornacetta), ora sede della Croce Rossa, chiesetta molto cara ai fedeli di Fornaci e che sarà utilizzata quotidianamente fino al 1974 e, saltuariamente, fino al 1980.

Negli anni 1960/1970 la frazione crebbe rapidamente: le famiglie di Fornaci che nel 1959 erano poco più di ottanta, nel 1967 erano ormai quasi cinquecento, sino a diventare 900 nel 1970, per un totale di quasi 3.500 abitanti.
Proprio per questa crescita in data 15/02/1967 il Cardinale arcivescovo Michele Pellegrino decretava l’erezione canonica della nuova parrocchia “Gesù Maestro”, sita in Beinasco, quartiere Fornaci, assegnandole un territorio stralciato da quello della Parrocchia matrice “San Giacomo” di Beinasco.
Il 12 marzo dello stesso anno ne veniva nominato primo parroco don Giuseppe Allanda. Il successivo 20 ottobre il Presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat decretava a sua volta il riconoscimento agli effetti civili dell’erezione canonica.
Il beneficio parrocchiale consisteva nell’uso della casa canonica sita al primo piano del locale della chiesa parrocchiale, di proprietà della Pia fondazione Gesù Maestro, e in un capitale nominale di lire 600.000
Il dinamismo di don Giuseppe Allanda risalta fin dai bollettini parrocchiali del 1967 con l’istituzione di un consiglio pastorale parrocchiale, con iniziative di conoscenza e aggregazione culturale e sportiva per la popolazione e, in particolare, per i giovani, il pellegrinaggio a Lourdes…
Con riferimento all’attività per i giovani particolarmente significativi furono i soggiorni a Casalpina, momento di crescita insieme e di approfondimento della fede: un’esperienza che segnerà la crescita nella fede di tanti giovani che continueranno a operare, negli anni successivi, nella comunità.
Negli anni seguenti sono da segnalare contatti con le aziende industriali, l’attenzione ai nuovi arrivi di famiglie, l’avvio del “gruppo coniugi, animato dalla coppia Mariangela e Carlo Persico, la missione operaia e la strutturazione organica delle attività pastorali. Da ricordare, in particolare, approfondimenti sulla pastorale dei Sacramenti e sulla composizione della popolazione, la nascita delle commissioni riguardanti la Catechesi, la Famiglia e l’amministrazione parrocchiale, la costituzione del gruppo di cresimandi giovani e adulti, la sottolineatura degli anniversari di matrimonio oltre, ovviamente, le celebrazioni liturgiche, particolarmente solenni nella festa patronale della seconda domenica di giugno e nel Corpus Domini.
Durante il suo mandato la Comunità fu rallegrata nel 1967 e nel 1969 dalla visita del cardinale Pellegrino. Il parroco, dal dicembre 1970 era coadiuvato dal sacerdote don Fioravante Moscariello

Contemporaneamente don Allanda operava per la costruzione di una nuova chiesa: è del 1968 il primo sondaggio rivolto alla popolazione circa l’opportunità di realizzare una nuova struttura. Fa seguito la presentazione di un preventivo di spesa iniziale di 45 milioni (1969); nello stesso anno il progetto presentato a cura dell’architetto Michele Berardo otteneva dal comune di Beinasco la licenza edilizia n° 94/69, in data 24/9/60. sempre nel 1969 seguiva l’ottenimento della fideiussione comunale a favore del mutuo per la costruzione della chiesa stessa e a dicembre iniziava il primo lotto di lavori per le strutture del seminterrato della nuova chiesa con un preventivo di spesa pari a 15,6 milioni. I lavori furono affidati, per la parte strutturale, alla ditta AS Beton di Monza, con la collaborazione, per il resto, dell’impresa Sarcinella e di altri.

Nell’autunno del 1972 al Consiglio Pastorale veniva comunicata l’intenzione del cardinale di “spostare” don Giuseppe presso un’altra parrocchia. Dopo una vivace discussione il Consiglio Pastorale decideva di inviare una “delegazione” dal cardinale Pellegrino per motivare la richiesta di rinviare, se possibile, tale scelta. La delegazione venne accolta paternamente dal Cardinale che illustrò ai presenti le motivazioni che lo avevamo spinto a decidere di inviare don Allanda presso la Parrocchia di San Giovanni Battista di Orbassano, dove farà il suo ingresso il 17 dicembre 1972.


Don Angelo Abello e la costruzione della nuova chiesa

A raccogliere una eredità stimolante ma impegnativa, dopo il trasferimento di don Allanda, veniva chiamato don Abello Angelo che, nominato il 1 dicembre 1972, faceva il suo ingresso ufficioso e silenzioso in parrocchia subito dopo e, ufficialmente, il 13 gennaio 1973. Sarebbe rimasto alla guida della parrocchia per i successivi quindici densissimi anni.
Fin da subito don Angelo dovette affrontare le nuove esigenze della pastorale: la diffusione degli stimoli offerti dai vescovi Italiani (il programma pastorale “Evangelizzazione e Sacramenti” è del 16 giugno 1973) a una popolazione sempre più composita e via via provata da una crisi di lavoro che inizierà a colpire molte fabbriche del territorio (una fra tutte la “Vergnano”, situata dove attualmente si trova l’ampliamento de “Le Fornaci Mega Shopping”), la cura catechistica di una popolazione giovanile in vivace aumento (quasi 100 ragazzi sia in seconda che in terza elementare nel 1973), il collegamento con la pastorale zonale che si andava costruendo in quegli anni.
Contemporaneamente fu necessario affrontare anche le ingenti spese per la costruzione della nuova chiesa, già iniziata da don Allanda: la cappella iniziale non era più sufficiente per la comunità sempre più numerosa.
Nonostante le difficoltà finanziarie il 13 marzo 1974 il nuovo salone seminterrato fu pronto a ricevere la benedizione del Cardinale Pellegrino, alla sua terza visita. Da quel momento il salone diventerà il luogo abituale di ritrovo della comunità per le messe festive. La messa feriale continuerà, invece, ad essere celebrata nella prima chiesa-cappella.
Il conto consuntivo 1975 dei locali del capace seminterrato ammontava a sessanta milioni, dei quali sedici e mezzo da prestito bancario al 19%, prestito che fu restituito nell’arco di tre anni.
Il dibattito sull’opportunità di costruire una chiesa in sopraelevazione attraversò i tre anni successivi, con pareri ovviamente opposti: i favorevoli evidenziavano la poca praticabilità e l’eccessiva povertà del seminterrato; i contrari sottolineavano l’inopportunità di richiedere nuovi soldi a una popolazione già provata da difficoltà finanziarie Il 22 maggio 1977 veniva distribuito durante le celebrazioni un questionario orientativo.
Con la pasqua del 1978 don Abello rompeva gli indugi circa la costruzione della chiesa in sopraelevazione e nel maggio 1978 il progetto della nuova chiesa, lievemente modificato rispetto alla prima versione (per consentire di ricavare un alloggio per il parroco), era allo studio della commissione Urbanistica ed Edilizia comunale, per ottenere la dovuta licenza di edificabilità. Si poteva quindi avviare a Roma la richiesta di un mutuo agevolato trentennale di circa 70 milioni, determinante per sostenere l’impegno dei parrocchiani e di “Torino Chiese” a fronte di un preventivo di 140 milioni, ancora in lievitazione.
L’esecuzione dei lavori veniva affidata all’impresa dei Fratelli Sorasso.
Si trattava di una grande impegno finanziario e anche in seguito don Angelo ha spesso ricordate le ansie e la sua grande preoccupazione quando si avvicinava la scadenza del pagamento delle rate del mutuo contratto.

Domenica 9 novembre 1980 il Padre Arcivescovo Cardinale Ballestrero, che aveva fatto il suo ingresso in diocesi il 25 settembre 1977, inaugurava la nuova chiesa.
Alla fine del 1982 veniva presentato in comune il progetto dell’ing. Dario Boccardo per la sistemazione dell’area a parcheggio, l’ampliamento dell’accesso al piazzale (con demolizione di un basso fabbricato su via san Felice) e per la chiusura della veranda della casa canonica; questi lavori furono completati nel 1983.

Insieme alla chiesa in muratura don Abello lavorava per continuare la costruzione di una comunità viva nella fede, ma attenta anche ai problemi del quartiere.
Nei primi anni della sua attività a Fornaci ebbero vita nella frazione l’esperienza delle “150 ore”, l’avvio di un’assistenza socio-sanitaria di base, la nascita della Croce Rossa, varie iniziative ricreative, in prosecuzione di quelle già iniziate da Don Allanda (giochi nel campo sportivo, gite, campi estivi, cineforum per ragazzi e per giovani e adulti), discussioni politico sociali e attività di solidarietà. Non mancarono sensibilizzazioni e dibattiti anche accesi sui temi più vari (elezioni e cattolici, legge sul divorzio e sull’aborto, crisi e disoccupazione, inquinamento a Beinasco…).

Molte di queste problematiche, unitamente alla collaborazione con la scuola pubblica (impegnata nell’attuazione di una nuova partecipazione dei genitori) e con il Comitato di quartiere, arricchivano e rendevano dibattuti i numeri del bollettino parrocchiale (alla cui redazione partecipavano un gruppo di laici insieme con il Parroco e il sacerdote coadiutore) e che dal febbraio 1975 assunse il titolo di “Comunità di Fornaci- Vita ecclesiale e voci del quartiere” e per diversi anni venne distribuito a tutte le famiglie prima sotto forma di ciclostilato e poi, negli ultimi anni, di stampato.

Contemporaneamente la comunità parrocchiale faceva nuove esperienze, nel tentativo di crescere nella fede: oltre alle attività di catechismo, sempre importanti, si sviluppava il quegli anni l’esperienza dei “Gruppi famiglia” e di incontri di preghiera in momenti significativi della comunità.
Don Angelo Abello ebbe come aiuti, prima, per alcuni mesi, don Marco Luciano, ora parroco della comunità di San Francesco di Grugliasco e poi, per diversi anni, il prete operaio don Gianni Oderda (prete e operaio alla Fiat Avio).
Don Abello rimase alla guida della Comunità fino al febbraio del 1988.


Don Giame, don Golzio e don Mondino

A don Abello, trasferito presso la comunità di Moretta, successe don Bartolomeo Giaime che fece il suo ingresso in parrocchia il 20 marzo 1988.
Don Giaime operò soprattutto per far crescere un clima di accoglienza e di collaborazione: stimolò la nascita di un “gruppo di lavoro” che darà il suo prezioso contributo per le varie attività della parrocchia, ma si impegnerà anche in attività sul quartiere organizzando carri per le sfilate del carnevale e momenti di festa. Particolare attenzione venne data anche alle gite e ai pellegrinaggi, che diventarono una tradizione annuale. Con don Bartolomeo (don Meo) ebbe inizio la collaborazione con un gruppo di laici per la preparazione della liturgia domenicale e delle grandi feste e l’avvento delle missioni parrocchiali alle quali parteciparono diversi gruppi per un totale di circa sessanta persone.

A livello strutturale venivano ripresi in quegli anni lavori sugli impianti (in particolare la revisione dell’impianto elettrico del salone del sottochiesa nel 1991), realizzata una seconda copertura della chiesa (1991) e aggiunta la tettoia sul retro della chiesa stessa (1992).
Don Giaime lasciò la parrocchia nel settembre del 1993 e la responsabilità dell’attività parrocchiale venne affidata provvisoriamente, per quasi un anno, al sacerdote don Piero Giacobbo con la collaborazione di don Gianni Oderda

Il 10 giugno 1994 faceva il suo ingresso nella parrocchia don Igino Golzio.
A don Golzio si deve, a livello strutturale, oltre ad alcune migliorie del sottochiesa, la costruzione dell’ascensore a tre livelli, per il superamento delle barriere architettoniche e, soprattutto, il sovrastante campanile con il relativo impianto di tre campane (impianto curato dalla ditta Trebino), oltre al box esterno alla sacrestia, ad uso magazzino e garage. La decisione avvenne dopo ampio dibattito nella comunità parrocchiale al quale parteciparono anche persone non direttamente collegate alla vita parrocchiale, ma a quella comunale e sociale. Si trattò di un intervento particolarmente impegnativo: la spesa, superiore a 266 milioni, e cioè molto più del doppio del bilancio annuale della parrocchia, costrinse il parroco a ricorrere a prestiti e a un fido bancario. Buona parte delle spese risulteranno però pagate quando don Golzio verrà trasferito presso la comunità di Villarbasse.
Sul piano pastorale don Golzio proseguì nelle attività intraprese dai suoi predecessori: sostenne i gruppi adulti/famiglia, valorizzò l’approfondimento della Bibbia (è di quegli anni la nascita del gruppo “Incontri con la Bibbia” che si ritrova tuttora), continuò la collaborazione con i laici per la Liturgia, proseguì l’iniziativa dei pellegrinaggi sia a santuari locali che ad altri più lontani (Assisi, Norcia…).
Sempre attento alle necessità anche materiali della popolazione don Igino favorì la nascita e lo sviluppo, in parrocchia, del gruppo caritativo della “San Vincenzo”.
Particolare attenzione don Igino la riserverà ai ragazzi e ai giovani; proprio per curare l’attivazione dell’oratorio e per seguire il percorso formativo degli animatori e dei giovani la parrocchia si rivolgerà a un’educatrice esterna, Anna Collazzo, la cui attività, per due anni, si concretizzerà specificamente in interventi di formazione e di affiancamento nella preparazione delle attività, insieme ai giovani della comunità.

Ma grossi cambiamenti si stavano preparando per la parrocchia di “Gesù Maestro”
Don Igino sabato 9 marzo 2002 fa l’ingresso, come parroco, a Villarbasse e a Gesù Maestro arriva don Gianni Mondino (domenica 10 marzo 2002) già parroco presso la parrocchia “San Giacomo”, che da questo momento, insieme con il vice parroco don Claudio Masoero, anch’egli già presente nella parrocchia di san Giacomo, curerà anche la parrocchia di Gesù Maestro.
Si tratta di una nuova realtà per la comunità “Gesù Maestro”, una realtà che non sempre è stato facile accettare: non avere più un sacerdote sempre presente nella casa parrocchiale, a disposizione della comunità.
La decisione dell’Arcivescovo cardinal Poletto, sotto forma di una comunicazione di Mons Guido Fiandino, era stata letta alla comunità sabato 9 e domenica 10 febbraio e diceva testualmente:
“Comunico che l’Arcivescovo ha proposto a don Igino Golzio, che da otto anni guida la comunità di “Gesù Maestro”, di assumere la guida, come parroco, della Parrocchia di Villarbasse. Da alcuni mesi Villarbasse è senza pastore a causa di una grave malattia che ha colpito il parroco. L’Arcivescovo ringrazia don Igino per la disponibilità che subito ha dimostrato.
Nel contempo ha proposto di guidare le due parrocchie di “San Giacomo Apostolo” e di “Gesù Maestro” in Beinasco, a Don Gianni MONDINO, in qualità di unico parroco, a don Claudio MASOERO, in qualità di viceparroco, e al diacono Adriano BASTIANEL, in collaborazione con don Marco BONARDELLO, con don Sabino MALCANGIO e con le suore salesiane.
E’ un incarico in più che viene a gravare non solo sulle spalle dei sacerdoti, del diacono e delle suore, ma su tutte due le comunità parrocchiali. Sono certop che sarete vicini ai vostri pastori, dando prova di maturità nel comprendere le difficoltà e le esigenze pastorali. E’ bello constatare che le due comunità parrocchiali di Fornaci e di Beinasco abbiano da tempo avviato alcune collaborazioni pastorali ed è opportuno continuare su questa strada di vera testimonianza, seppur salvaguardando le caratteristiche delle due parrocchie”
Sarà lo stesso mons. Fiandino ad illustrare al Consiglio pastorale, al Consiglio economico e a tutta la comunità, giovedì 21 febbraio, le motivazioni della scelta dell’arcivescovo. Partendo dalla stessa propria esperienza sottolinea come ogni cambiamento di persone comporti sul piano umano un disagio da accettare e da vivere e una fatica per chi va e per chi viene; evidenzia però anche un secondo livello, quello della fede, che ci chiede di andare oltre. Ricorda come oggi non sia più possibile dare un parroco ad ogni parrochia; questo fatto, insieme alla scelta dell’Arcivescovo di non sopprimere nessuna parrocchia rende impossibile un “parroco tutto per sé”. Ci sollecita poi a domandarci: “Cosa chiede il Signore alla comunità di Fornaci con questa novità?” e invita tutti i presenti a non vivere la nuova situazione come una disgrazia, ma come una possibilità di risveglio e di crescita.

Don Gianni e don Claudio, incontrati per la prima volta dal Consiglio pastorale lunedì 4 marzo, confermano tutte le attività in atto e gli orari delle messe, nonostante qualche fatica, dando un contributo al rinnovamento nel rispetto e nel potenziamento di quanto avviato precedentemente. Con don Gianni viene data nuova sistemazione alle suppellettili e al presbiterio per rendere il tutto più conforme alla praticità e alle disposizioni liturgiche in materia.
La comunità in quegli anni è chiamata a vivere la nuova proposta pastorale della diocesi: le Missioni, che coinvolgeranno annualmente le quattro età della vita: i ragazzi, i giovani, gli adulti e le giovani coppie e, infine, gli anziani. Come le altre comunità della diocesi anche la nostra parrocchia si è attivata per organizzare attività e incontri per approfondire le tematiche proposte e per avvicinare nuove persone.
Intanto don Claudio viene inviato parroco a Bra e a Beinasco viene come viceparroco don Diego Maritano appena ordinato e che aveva già collaborato a Beinasco da Diacono. Nel settembre del 2004, per essere vicino all’anziana mamma, don Gianni chiede e ottiene di andare a Marene e a Beinasco arriva

don Tonino Marchisio.

Dopo aver accompagnato don Gianni nella parrocchia di Marene, domenica 26 settembre, la comunità si prepara ad accogliere il nuovo parroco don Tonino, che fa l’ingresso nella nostra parrocchia domenica 10 ottobre 2004, durante la messa delle 11; nel pomeriggio, alle 16 il nuovo parroco farà l’ingresso ufficiale anche nella parrocchia di San Giacomo di Beinasco.
Nei primi incontri con la comunità, pur confermando tutte le attività in atto (Consiglio pastorale, Gruppi in famiglia, incontro sulla Bibbia, attività del coro, momenti di formazione…) il nuovo parroco introduce alcune “novità” particolarmente nell’ambito giovanile e nella catechesi dei bambini.
Con la collaborazione di don Diego Maritano, già viceparroco con don Gianni, l’attività del “dopo cresima” viene unificata con la parrocchia di Beinasco, così come il gruppo animatori, anche per iniziare a creare una maggiore unione tra le due comunità. I gruppi saranno seguiti sia da don Tonino che da don Diego, fino al 2008, quando don Diego viene assegnato ad altra comunità e sostituito da don Luca Peyron.
Anche la preparazione al sacramento della Prima Comunione vede l’introduzione di alcune novità, in particolare un maggiore coinvolgimento dei genitori, seguiti direttamente da don Tonino in alcuni incontri annuali, rivolti soprattutto ai genitori dei bambini delle classi di seconda primaria, all’inizio del loro cammino. Anche gli incontri di catechismo subiscono alcune modifiche e vengono attuati particolarmente in due momenti “forti” dell’anno liturgico: l’Avvento e la Quaresima.
Novità anche per quanto riguarda il consiglio pastorale parrocchiale. Giunto a scadenza il Consiglio pastorale, rinnovato una prima volta domenica 20 novembre 2005, don Tonino propone a tutta la comunità una nuova modalità di Consiglio Pastorale, aperto a tutti e senza una specifica formalizzazione attraverso una elezione. Il consiglio pastorale diventa così un “Consiglio aperto e volontario”: ogni volta l’invito viene rivolto a tutti e tutta la comunità è coinvolta direttamente.
Negli anni l’attività della comunità è scandita dal susseguirsi dei tempi liturgici, dagli incontri di catechismo, dalle celebrazioni dei sacramenti, in particolare la messa domenicale, da alcuni incontri di formazione aperti a tutti, ma anche da momenti specifici, in particolare la festa delle famiglie, la festa del coro (Santa Cecilia) e soprattutto dalla festa di “Gesù Maestro”, festa della parrocchia.
In occasione dell’Avvento del 2009 don Tonino, dopo averne parlato in Consiglio pastorale, rivolge a tutta la comunità una nuova proposta di riflessione sulla Parola di Dio (Parola di Dio che, fino a quell’anno e con inizio già con il parroco don Igino, era approfondita in un incontro di gruppo il giovedì pomeriggio, incontro che continuerà regolarmente anche in seguito). Si tratta del “Vangelo nelle case”, una proposta realizzata in altre parrocchie e consistente nell’approfondire, con l’aiuto di schede preparate dal parroco, alcuni brani biblici, non più in parrocchia ma nelle case. Nascono così sei gruppi che coinvolgono una settantina di persone. Ripresentando l’iniziativa nel gennaio 2011 don Tonino così scrive alla comunità: “Dal 1° febbraio riprenderanno gli incontri dei gruppi che si ritrovano nelle abitazioni che sono state messe a disposizione, per leggere, approfondire e attualizzare la Parola di Dio. E’ una occasione importante che abbiamo a disposizione. Non perdiamola.” L’esperienza, particolarmente bella, sia pure con alcuni abbandoni e nuovi inserimenti, continuerà per tutti gli anni successivi.
Nel 2012 alcune “novità” coinvolgono sia la comunità di Gesù Maestro, sia quella di San Giacomo. Il vescovo affida a Don Luca, che celebrerà la sua ultima messa nella nostra comunità domenica 28 ottobre 2012, un incarico diocesano; il nuovo “aiuto” di don Tonino sarà addirittura il Vicario episcopale del nostro distretto Torino Ovest, don Mimmo Mitolo il quale, altre a V.E.T., diventa così nostro “collaboratore”. La comunità è impegnata sia nel preparare la casa per accoglierlo degnamente, sia per iniziare un nuovo cammino anche con lui.
Sul piano più specificamente strutturale, oltre alle spese per le periodiche manutenzioni, tre sono gli interventi particolarmente significativi realizzati in questi anni: la sostituzione delle vetrate della chiesa, i lavori nella sacrestia,  nella casa parrocchiale e nel sottochiesa e la copertura dell’atrio e della scalinata della chiesa.
Nel 2010 don Tonino inizia a coinvolgere il Consiglio pastorale sull’opportunità di sostituire i vetri della chiesa (diversi risultavano ormai rotti) e i relativi infissi, molto deteriorati. Dopo alcuni approfondimenti anche in consiglio economico, nel consiglio pastorale viene scelta la tipologia delle vetrate, molto semplice; successivamente viene affidata alla ditta Tartarello il compito di procedere alla loro sostituzione. La comunità, coinvolta sia con periodiche comunicazioni al termine delle messe, sia con un tabellone riportante, periodicamente, l’andamento delle offerte, partecipa con grande generosità e il costo verrà completamente saldato nel corso di due anni.
Nel 2012 vengono affrontati altri lavori sia nella sacrestia, dove sono ricavate due aule per il catechismo, sia nella casa parrocchiale, per la predisposizione di un impianto di condizionamento, anche in previsione della venuta di don Mimmo. La spesa complessiva, pari a € 21.868 è stata coperta anche con un contributo della diocesi pari a € 10.000. Altri lavori vengono effettuati nel sottochiesa, dove un inverno particolarmente rigido aveva causato pesanti danni all’impianto di riscaldamento.
Nella settimana Santa del 2014 don Tonino evidenzia nuovamente l’opportunità di procedere alla copertura dell’atrio e della scalinata di ingresso, sia per evitare il pericolo di incidenti nel periodo invernale (molto frequente e pericolosa la formazione di ghiaccio sulla scala e sull’atrio anche per l’esposizione a Nord), sia per impedire l’infiltrazione dell’acqua nei locali sottostanti (la copertura esistente risultava ormai un po’ danneggiata). Dopo alcune ipotesi preliminari, venne scelto il progetto dell’Ing.Tobaldini e la realizzazione fu completata nell’autunno del 2014. Anche questa volta la comunità partecipa con grande generosità e il costo complessivo pari a € 49.700, anche con la collaborazione della parrocchia di San Giacomo e il prestito fatto da privati, è stato completamente saldato all’inizio del 2016, così come sono stati restituiti anche i prestiti fatti.

In tutti questi anni la vita della comunità è continuata, sia nelle attività quotidiane di ogni giorno, sia sul piano pastorale. Quotidianamente la comunità ha visto il coinvolgimento e l’impegno di tante persone che hanno dedicato parte del loro tempo affinché le varie attività si svolgessero regolarmente e i locali fossero sempre in ordine; un grazie particolare a Giorgio Nari che poco alla volta ha riverniciato tutti i banchi e il portale di ingresso della chiesa e ha continuato a curare, quotidianamente, le aree esterne. Sul piano pastorale uno sforzo particolare è stato fatto nel “camminare insieme” con la comunità di San Giacomo, secondo un auspicio emerso fin dal primo incontro con don Tonino: sono iniziati incontri comuni dei due consigli pastorali, concretizzati anche in due giornate di ritiro, nel 2015 a Bose e nel 2016 a Pra d’Mill, sono stati intensificati gli incontri nei momenti dell’Avvento e della Quaresima ed è iniziata anche una positiva collaborazione tra i cori delle due parrocchie. Certo, rimane ancora molto da fare, ma esiste il desiderio di continuare a vivere momenti di comunità.

Un nuovo cambiamento significativo è avvenuto nel mese di aprile 2016: don Mimmo Mitolo è stato assegnato a un altro compito pastorale per cui ha dovuto cessare, quasi completamente, la sua presenza con noi; attualmente è sostituito, in alcuni momenti, da Padre Marc: la comunità è così chiamata a un nuovo cammino di accoglienza e di speranza.

Ma non erano terminate le novità.
Il settimanale diocesano “La Voce del Popolo”  di domenica 4 settembre 2016 riportava una notizia che avrebbe coinvolto direttamente anche la nostra comunità (soprattutto nel cambiamento di orario delle principali celebrazioni): “Don Antonio Marchisio, parroco di San Giacomo Apostolo e di Gesù Maestro in Beinasco, è stato nominato anche amministratore parrocchiale e legale rappresentante della parrocchia S. Anna in Borgaretto di Beinasco e della parrocchia Visitazione di Maria Vergine in Stupinigi di Nichelino”; contemporaneamente “don Cristiano Massa è stato nominato vicario parrocchiale nella parrocchia San Giacomo Apostolo, nella parrocchia Gesù Maestro e nella parrocchia S. Anna in Beinasco”.
Don Cristiano si presentava alla comunità di Fornaci già domenica 4 settembre, celebrando la messa delle 11. Don Tonino ha celebrato la sua prima messa a Borgaretto domenica 11 settembre, in seguito alla rinuncia del parroco don Mieczyslaw Olowski che aveva salutato la comunità domenica 4 settembre: “Lascio con rammarico questa splendida comunità… per dedicarmi allo studio dopo tantissimi anni di sacerdozio. Magari in futuro tornerò qui con altri compiti e altre responsabilità” (Eco del Chisone del 7/9/2016).
Intanto la comunità di Gesù Maestro si prepara a celebrare e festeggiare i primi 50 anni di vita: con decreto del 15 febbraio 1967, infatti, il cardinale Michele Pellegrino aveva istituito la nuova parrocchia di Gesù Maestro.
La comunità veniva resa partecipe della notizia domenica 9 ottobre, in occasione della “Festa delle famiglie” con un grande stendardo all’esterno della chiesa e con la comunicazione ufficiale del parroco durante la messa delle 11.
Ma le novità non erano terminate: il settimanale diocesano del 13 novembre 2016 riportava la seguente comunicazione: “Don Cristiano Massa, mantenendo gli altri incarichi a lui assegnati, è stato designato come cappellano militare della Polizia di Stato di Torino”. Al nostro viceparroco veniva assegnato un compito che avrebbe certamente richiesto tempo e impegno. Come prima conseguenza il consiglio pastorale, nella riunione dell’8 novembre, faceva propria la proposta del parroco di anticipare la messa della domenica alle ore 10, anche per permettere a don Tonino una maggiore presenza nelle due comunità; precedentemente, e per la stessa motivazione, era già stata anticipata la messa prefestiva del sabato dalle ore 18 alle 17.

Febbraio 2017: 50 anni di vita di parrocchia non sono un traguardo grandissimo, ma sono pur sempre un traguardo importante e la comunità si prepara a festeggiarlo con grande intensità.

Dopo un primo momento di preparazione, durante l’Avvento, con monsignor Fiandino e un secondo, all’inizio di febbraio, con suor Rosanna, la comunità partecipa numerosa, domenica 12 febbraio, alla messa celebrata dal Monsignor Marco Arnolfo, vescovo di Vercelli (e prima parroco di Orbassano), che ha accettato con gioia di fare festa con noi e ritornare un po’ alle origini.
Ma sarà in occasione della solenne concelebrazione di domenica 19 febbraio, alla presenza di don Tonino e di tutti i sacerdoti che negli anni avevano guidato la nostra comunità (con l’unica eccezione di don Giuseppe Allanda, già con il Signore) che tutta la comunità si ritrova gioiosamente in festa attorno ai suoi pastori. La festa e la gioia continua durante il pranzo comunitario che vede una grandissima partecipazione di parrocchiani.
Contemporaneamente la comunità è chiamata a ripercorrere questi 50 anni attraverso un’interessante mostra fotografica, curata con passione da alcuni volontari, che illustra, con scritti e con fotografie, le varie tappe della nostra vita parrocchiale, scandita dalla presenza dei singoli sacerdoti che ci hanno accompagnati nel cammino di fede. La mostra rimarrà in chiesa anche nei mesi successivi. Di tutto questo verrà realizzato un significativo CD, a cura di Vanda, che ripercorrerà i 50 anni della nostra comunità.
Altri due momenti segneranno ancora questi mesi di “ricordo e di riflessione”: martedì 16 maggio la comunità incontra nuovamente i parroci che avevano guidato la comunità, un incontro di semplice amicizia, ma pur sempre un rivivere le esperienze belle fatte in tutti questi anni; infine la “mostra” dei disegni fatti dagli alunni della scuola primaria venuti in visita alla parrocchia nei mesi precedenti, mostra allestita in occasione della festa parrocchiale di Gesù Maestro che concluderà anche, simbolicamente, la ricorrenza del cinquantenario.
Ma altre novità attendevano nuovamente la comunità di “Gesù Maestro” (assieme a quella di San Giacomo di Beinasco). Due le notizie riportate dal giornale diocesano “La Voce e il Tempo” di domenica 25 giugno 2017, che riguardavano la nostra comunità e precisamente: Trasferimenti di parroci: “don Antonio MARCHISIO dalla parrocchia di San Giacomo Apostolo in Beinasco e dalla parrocchia di Gesù Maestro in Beinasco frazione Fornaci alle parrocchie (quattro) in San Mauro Torinese”;  e ancora: “don Gianluigi COELLO dalla parrocchia San  Antonino martire in Bra alla parrocchia San Giacomo Apostolo in Beinasco e alla parrocchia  Gesù Maestro in Beinasco frazione Fornaci”.
Era la conferma ufficiale di quanto don Tonino aveva già anticipato al consiglio pastorale in data 7 giugno. Pur con un po’ di sofferenza per il trasferimento non previsto, ma anche nella gioia per il nuovo sacerdote che avrebbe guidato le due parrocchie, la comunità, nei mesi estivi, si prepara al saluto di don Tonino e all’accoglienza di don Gigi. Don Tonino saluterà la nostra comunità durante la messa di domenica 17 settembre; in quell’occasione la comunità gli offriva un dono che voleva esprimere il nostro grazie per gli anni passati insieme: un camice e un’offerta in denaro che il don avrebbe potuto utilizzare per le sue necessità o per i suoi progetti di aiuto alle persone in difficoltà. Un gruppo di parrocchiani lo accompagnerà anche a San Mauro, sabato 30 settembre, in occasione dell’ingresso nella sua nuova comunità.


Don Gianluigi Coello

Il “nostro” nuovo parroco, già incontrato a luglio e all’inizio di settembre in occasione di due momenti dei consigli parrocchiali di San Giacomo e di Gesù Maestro, farà l’ingresso nella nostra parrocchia domenica 24 settembre 2017 durante la messa delle 10, in una chiesa colma di fedeli, accolto sul sagrato dal sindaco Maurizio Piazza e accompagnato dal vicario territoriale Don Domenico Mitolo. Nel saluto rivoltogli da due membri della comunità, oltre alla gioia per la sua venuta tra noi, si esprimeva anche, con due simboli (una valigia e un grembiule), il desiderio di continuare ad approfondire, con lui, la Parola di Dio e vivere una comunità a servizio dei fratelli. Al termine della solenne celebrazione un semplice rinfresco esprimeva ancora la gioia della comunità per la presenza di don Gigi tra noi.

Nel rivolgere il suo saluto alle nostre due comunità don Gigi cosi si esprimeva: “La prima parola che voglio dirvi è: grazie della calorosa e bella accoglienza… La seconda: abbiate pazienza nel raccontarmi il vissuto di queste comunità e nel tempo che ci vorrà a prendere lo stesso ritmo nella vita quotidiana. La terza: continuiamo a cercare insieme il Signore perché si fa trovare da coloro che desiderano incontrarlo. Cercando Lui troveremo anche amicizia e fraternità tra di noi”.

Contemporaneamente è nominato collaboratore parrocchiale, anche della nostra comunità, don Giuseppe Sotgiu.

La vita della comunità riprende nella sua normale quotidianità, con alcune sottolineature in campo liturgico, in particolare con nuovi canti e maggiore evidenza di alcuni riti. (il nuovo parroco, don Gigi, cura con particolare attenzione la liturgia, vista come espressione del mistero di Cristo nella vita dei fedeli) e con una nuova presenza del parroco in comunità: accoglienza in ufficio ogni mercoledì dalle 15 alle 17,30 e disponibilità per le confessioni, in chiesa, il primo e il terzo sabato del mese.

Ma da “La Voce e il Tempo”, settimanale della diocesi del 12 novembre, apprendiamo un’altra novità: Nomine di collaboratori parrocchiali: “Don Mauro Gaino nella parrocchia S. Giacomo Apostolo in Beinasco”. Don Mauro, di ritorno da Roma, inizierà immediatamente il suo servizio, ma la sua presenza tra noi durerà molto poco perché sarà, ben presto, inviato ad aiutare un’altra comunità.

Il mese di novembre 2018 vede alcune novità significative nella nostra parrocchia.

In primo luogo l’elezione del nuovo consiglio Pastorale Parrocchiale, unificato con la parrocchia di San Giacomo. Nella prima domenica di Avvento, dopo alcuni mesi di preparazione, anche durante le celebrazioni, tutti i partecipanti alle due messe festive (del sabato e della domenica) sono invitati a indicare i loro rappresentanti nel nuovo Consiglio pastorale, che durerà in carica per i successivi cinque anni.

Novità anche nella preparazione dei bambini alla Prima Comunione, con il “Progetto Tobia”, proposto a tutte le parrocchie della diocesi, che inizia al primo anno del cammino catechistico dei bambini e delle loro famiglie e prosegue fino alla cresima, progetto che coinvolge, per la prima volta, le classi seconde di scuola primaria. Si tratta di una novità significativa che impegna, prima di tutto, i catechisti stessi in una nuova formazione.

Infine due momenti mensili di formazione vengono inseriti nella vita della comunità: il secondo venerdì del mese, a Gesù Maestro, un momento di adorazione comunitaria e il quarto venerdì del mese, a San Giacomo, un incontro di lettura e approfondimento del Vangelo.

Una novità significativa si realizza nel mese di maggio 2019, sia pure anticipata già nei mesi precedenti: si tratta di una radicale trasformazione della nostra chiesa, che diventa “aula celebrativa” riorganizzata a forma ellittica, con i due “altari” al centro: l’altare della Mensa e l’altare della Parola rivolti l’uno verso l’altro, con l’assemblea disposta attorno ad essi, da ogni lato. La novità, proposta a titolo di “esperimento”, sorprende i fedeli, ma sarà importante approfondire, a poco a poco, il suo profondo significato liturgico.

Dopo la pausa estiva, all’inizio di ottobre la comunità riprende il cammino con un momento di festa, la “Festa delle famiglie e degli anniversari di matrimonio” e con la benedizione dei bambini che frequenteranno il catechismo. Proprio questa attività presenta conferme e alcune novità: prosegue il “Progetto Tobia” che coinvolgerà sia i bambini delle classi seconde, al loro inizio, sia quelli delle classi terze di scuola primaria. Contemporaneamente ai catechisti delle classi quarte e quinte, in vista della comunione e della cresima, don Gigi propone il progetto del professor Rondano, basato su nuove metodologie di relazione.

Riprenderanno presto anche i due momenti di preghiera e riflessione iniziati l’anno precedente (l’adorazione eucaristica a Gesù Maestro e l’incontro sul vangelo a San Giacomo) spostati al giovedì.

Dopo il periodo dell’Avvento e del Natale, che hanno coinvolto la comunità in momenti di riflessione e di preghiera, con l’inizio del tempo Ordinario, ed esattamente la terza domenica, tutte e tre le comunità (Gesù Maestro, San Giacomo e Sant’Anna) vivono un intenso momento incentrato sulla Parola di Dio, la Domenica della Parola. Durante tutte le messe viene illustrata l’importanza della lettura e dell’approfondimento della Parola di Dio e vengono proposte ai fedeli copie della Bibbia nella nuova versione. Il pomeriggio della domenica, infine, si concluderà con un momento di riflessione e di approfondimento che coinvolgerà un buon numero di persone delle tre comunità.